Titolo: come sceglierlo?

Come trovare un titolo al proprio romanzo?

Semplice, ci devi pensare. Alcuni sanno come nominare la propria opera ancor prima di cominciare a scriverla. Altri smanettano con le canzoni, spulciano parole chiave in altri libri, nelle poesie, nel mondo che li circonda. Si può trovare ispirazione ovunque, basta solo porre la giusta attenzione. 

Indispensabile è ripeterlo ad alta voce, sentire come suona. Vi rispecchia? Ha un buon riscontro? Potreste pensare di chiedere a chiunque un parere, anche solo per avere una visione oggettiva di un qualcosa che vi è caro.

maria cerminara il dono migliore

Ma come faccio a capire se è un buon titolo?

È la domanda chiave che prima o poi bisogna porsi quando si scrive un libro. Spesso è il titolo che ti dà l’idea di ciò che vorrai raccontare, altrettante volte l’idea invece può arrivare anche tempo dopo aver terminato il proprio manoscritto.

Alcuni trovano l’ispirazione persino mentre stanno scrivendo un passo più o meno importante della propria opera: questo è uno di quei casi in cui è il titolo a riaffiorare quando meno te lo aspetti e ti risparmi la briga di passare notti insonni alla ricerca del colpo di genio.

Ma cerchiamo di capire meglio come trovare un buon titolo

Innanzitutto, è consigliabile che sia direttamente collegato alla tua storia; che ne faccia riferimento, che ne anticipi un po’ il sapore. È fondamentale, perché dovrebbe lasciar capire di cosa parla la tua opera.

Certo, è possibile intitolare il proprio romanzo come si vuole, ma credo che un titolo giusto debba avere un bel significato, un qualcosa in cui ritrovarsi, in cui ritrovare anche solo una piccola parte del proprio racconto.

Un’altra cosa da considerare, è sicuramente la ricerca. Controllare la presenza di un romanzo omonimo sul mercato è indispensabile: nessuno vorrebbe che la propria opera venga scambiata per quella di qualcun altro.

Un buon titolo dovrebbe attirare l’attenzione, essere efficiente. Alcuni preferiscono titoli brevi, d’impatto. Altri sono formati da piccole frasi, per esempio, il mio “Quello che non sai di me” è stata una scelta azzardata ma ponderata. Il significato c’era, lo si ritroverà anche nel secondo volume del libro e, soprattutto, a me (e alla mia co-autrice) piaceva davvero molto.

Comunque sia cercate di non renderlo troppo lungo (io credo di aver quasi sforato il limite), i lettori potrebbero sentirsi annoiati anche solo nel leggere il vostro titolo, figuriamoci se avranno voglia di continuare a farlo per il vostro libro.

Inoltre, un buon titolo deve incuriosire, magari è anche attinente alla copertina del vostro lavoro. Dovrebbe essere originale, dare un senso di nuovo e non di un qualcosa di trito e ritrito. Dietro la semplicità di un titolo c’è una strategia vera e propria che va studiata e non sottovalutata.

Per farla breve, un titolo perfetto dovrebbe essere unico, attinente, non troppo lungo, chiaro e limpido nella consegna del messaggio che si vuole dare.

E tu, come hai trovato il tuo titolo? Quali consigli daresti a chi ancora non ne ha trovato uno?

 

Vi ricordiamo che potete seguirci su: Curiosando – Kaylie Scrittrici – Instagram – Twitter

Precedente Scrittori emergenti: i blog che vi aiuteranno a farvi conoscere Successivo Butterfly di Micol Fusca: recensione