Alberto Alessi: intervista. “Come Sciacalli Senza Cuore”

Intervista all’autore Alberto Alessi

Alberto: autore di Come Sciacalli Senza Cuore

  • Parlaci di te, Alberto:

A 16 anni ricevetti in regalo da una ragazza, nel giro di pochi mesi, “Il gabbiano Jonathan Livingston”, “Il piccolo principe” e “Siddartha”: erano i primi tre libri di un certo spessore che leggevo. Da lì non ho più smesso di leggere e mi sono appassionato alla letteratura.

Sempre ai tempi del liceo ho cominciato a scrivere alcuni racconti che facevo leggere agli amici. Attorno ai vent’anni, all’università, mi sono cimentato nella stesura di un romanzo, e ho capito che quella era la mia dimensione ideale. Sono anarchico per vocazione e animalista per coscienza. Suono in un gruppo rock underground, L’Amor Violento. Per certi aspetti della mia vita ho raggiunto una certa stabilità, ma in generale mi vedo ancora come un adolescente incazzato con il mondo e desideroso di combattere le ingiustizie sociali del nostro tempo.

 

  • Qual è il titolo del tuo libro?

”Come sciacalli senza cuore”. È una frase presa dal romanzo. Ho scelto questo titolo perché la ritengo emblematica dei pensieri che volevo esprimere attraverso la storia, ovvero denunciare la mancanza di scrupoli, di moralità, di buon senso, che hanno alcuni editori (quelli cosiddetti a pagamento) nei confronti di quegli scrittori che mettono tempo, passione, rabbia e sentimento nell’attività della scrittura, e poi si ritrovano a doversi confrontare con persone che fingono di apprezzare il loro lavoro ma in realtà vogliono solo sfruttare gli autori per il loro tornaconto personale.

 

  • A quale genere appartiene?

È un thriller a tutti gli effetti, ma credo sia un po’ atipico, nel senso che spesso viene a galla la necessità, da parte mia, di sdrammatizzare, oltre a quella di condannare fermamente un fenomeno, quello dell’editoria a pagamento, che ritengo ripugnante e irriguardoso oltre ogni limite.

Anche la struttura si discosta da quelli che sono i canoni classici del genere; non credo si possa parlare di sperimentazione, ma comunque il tipo di narrazione che ho scelto è qualcosa che ho trovato soltanto in pochi libri, per esempio “La scomparsa di Patò” di Camilleri o “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino, per citarne un paio.

 

  • Come è stato pubblicato?

Come per i precedenti ho scelto di pubblicare con un editore. Mi è sempre sembrata la scelta più ovvia, vorrei dire “professionale”, senza disquisire troppo su cosa voglia dire “professionale”. Non ho mai approfondito il meccanismo dell’auto pubblicazione (se non per la seconda edizione dei miei primi romanzi), ma credo che il ruolo, il filtro, dell’editore sia qualcosa di necessario per garantire qualità a un libro. Sinceramente pensare che chiunque possa scrivere qualcosa, pubblicarlo e definirsi uno scrittore, mi lascia abbastanza perplesso.

L’argomento comunque è più complesso di così, nel senso che sono convinto che ci siano autori che si auto pubblicano e che scrivono meglio di altri che pubblicano con un editore, ma allo stesso tempo, se un manoscritto è valido, prima o poi un editore disposto a pubblicarlo, grande medio o piccolo che sia, salta fuori.

 

  • Link per reperire il tuo libro online

Lo si può trovare su qualsiasi libreria digitale, da amazon a ibs, da mondadori a feltrinelli, sia in cartaceo che in ebook. Per qualsiasi informazione, anche per i miei libri precedenti, è possibile visitare il mio sito all’indirizzo: https://albertoalessi1984.wixsite.com/albertoalessi

alberto alessi come sciacalli senza cuore

  • Parlaci della trama del tuo libro, Alberto:

Nella seconda metà degli anni ’90, viene fondata una casa editrice che riesce presto a farsi notare e a crearsi un nome perché tutti i libri che pubblica, per un motivo o per un altro, diventano dei casi editoriali. Inoltre, a far spiccare il volo alle vendite, gli autori di questi libri muoiono poco dopo aver pubblicato, creando così una risonanza mediatica di notevole portata.

La trama è un mosaico composto da stralci di opere, recensioni, interviste, verbali di polizia, lettere e altro materiale, che si affiancano alla classica narrazione. Questa scelta stilistica è un modo per togliere peso, e quindi autorità, all’autore, cioè io, e rientra nel mio modo di scrivere, se non addirittura nel mio modo di vivere, ovvero il desiderio di andare contro qualsiasi autorità, anche se questa è rappresentata da me stesso.

 

  • Siamo curiosi, come ti è venuta in mente l‘idea sulla trama e sui personaggi?

Lo spunto iniziale mi è venuto qualche anno fa: mi ero immaginato che nella redazione di una casa editrice arrivasse la notizia che un autore che stavano per pubblicare fosse morto, e gli editori decidessero di sfruttare questa triste coincidenza a loro vantaggio.

Più in generale, la mia intenzione era creare un parallelismo tra la morte fisica e la morte metaforica della letteratura e della cultura. Non credo che la cultura sia morta e sepolta, ma basta un minimo di lucidità per rendersi conto che la gente legge pochissimo, e questo è un peccato, significa bloccare la crescita intellettuale del singolo individuo e, di conseguenza, della collettività.

 

  • Perché le persone dovrebbero decidere di leggere la tua opera?

Penso che sia importante leggere gli autori poco conosciuti al grande pubblico, e i libri delle piccolo-medie case editrici, per non correre il rischio di trovarsi in una situazione stagnante. Mi spiego meglio: quando gli scrittori che adesso godono già della stima del grande pubblico non scriveranno più, chi ci sarà a rimpiazzarli?

Leggeremo solo Dostoevsky, Poe, Baudelaire e Tabucchi perché i giovani scrittori di oggi non li legge nessuno e quindi hanno perso l’entusiasmo e la voglia di andare avanti? La stessa cosa è successa per la musica rock, ovviamente con le differenze che ci sono tra un modo di fare arte e l’altro. Può sembrare un ragionamento di parte, ma per convincersi del contrario basta pensare che ho scelto di rispondere a questa domanda spezzando una lancia a favore di tutti i bravi scrittori sommersi che ci sono in giro e non lodando la mia opera e basta.

TUTTI I DIRITTI RISERVATI AD ALBERTO ALESSI



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