Le ceneri della fenice 3 – Broken Strings: copertina

Interpretazione copertina: Le Ceneri della Fenice 3 – Broken Strings

  • Titolo del libro: Le Ceneri della Fenice 3 – Broken Strings
  • Nome Autore: Jane Fade Merrick
  • Genere: Slice of Life – Donne contemporanee – Narrativa generale
  • Link di vendita: https://janefademerrick.wordpress.com/store-download/
  • Nome Autore Copertina: Jane Fade Merrick

broken strings

  • Spiegaci le motivazioni che ti hanno spinto a scegliere questa copertina: La cover rappresenta una marionetta con le fattezze di Fade. Questo perché Fade – per come è stata rappresentata – non esiste più, ma è ancora radicata nelle coscienze dei tre protagonisti, diventando un concetto plasmato dalle loro convinzioni. Le cicatrici che ha addosso sono quelle di Jag: il ragazzo tenta, in parte inconsciamente, di liberarsi delle ferite del suo passato scaricandole su di lei. La cover ha un vago tratto horror a simboleggiare che le paure più profonde sono radicate all’interno di noi e ci impediscono di agire. Il titolo “Broken Strings” ha diversi significati: il primo è legato alle corde del basso del musicista co-protagonista, il secondo ai contatti interrotti con l’antagonista e il terzo alla rottura di un legame importante per la protagonista.

Trama del libro

Broken Strings. Fili recisi dalla distanza. Resti di lacci che una volta legavano stretti. Corde rotte di uno strumento che ha smesso di suonare da tempo. La vita non va mai come uno la vorrebbe. È quello di cui si è convinta Jane, quando quel poco che aveva costruito e in cui aveva iniziato a sperare le viene tolto. Ed ecco che si ritrova di nuovo ad un bivio, incapace di decidere che strada seguire, riallacciare legami dissolti e gestire nuove realtà che negli anni sono mutate senza che lei se ne rendesse conto…

Estratto da “Le Ceneri della Fenice 3 – Broken Strings”

Il ragazzo selezionò Another Brick On The Wall dei Pink Floyd, la cui melodia irruppe subito con una cadenza violenta e un inquietante giro di basso. Jane si preparò ad affrontare quella nuova visione del mondo che lui le stava offrendo.
La canzone scandiva gli scatti di un sistema in cui le persone si muovevano come automi programmati a compiere azioni. Sotto l’influsso di quelle note, il viavai sulla strada diveniva una marcia meccanica di coscienze intorpidite atte a spostarsi da un luogo indefinito all’altro.
Dopo tutto siete solo un altro mattone nel muro.
Finita la canzone Jag riassunse brevemente. “È tutto sbagliato. Prendi il mio laboratorio: possediamo cure per molte malattie, ma non possiamo divulgarle perché sono state sviluppate su delle cavie umane e questo è proibito dal sistema. Io e te, ad esempio, abbiamo portato a risultati che farebbero fare alla medicina un balzo avanti di anni, ma se si venisse a sapere ci arresterebbero tutti, invece di approfittare dei benefici per cui ci siamo sacrificati. Siamo invischiati in un paradosso dove la gente scrive storie assurde di società sull’orlo del collasso, ma la verità è che il peggiore dei mondi distopici è questo in cui viviamo, e io non voglio farne parte.”


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