Vincitori della sfida: le prime righe dei vostri libri

Con immenso piacere e nel ringraziarvi per la notevole adesione e partecipazione, vi presentiamo i vincitori della sfida: Le prime righe dei vostri libri!

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Ringraziamo tutti gli autori che hanno deciso di candidare i loro incipit! Abbiamo apprezzato ognuno di voi, speriamo che queste iniziative possano arricchire il bacino dei vostri lettori e che, nel bene o nel male, possano essere uno spunto per confrontarvi in modo sano e piacevole con altri scrittori che condividono la vostra stessa passione. 

Abbiamo scelto quattro candidature tra le tantissime pervenute.

Ci teniamo a specificare che sono riportate in ordine casuale. Come promesso, al termine di ciascuna presentazione troverete la recensione dello staff con le motivazioni che ci hanno spinto a fare queste scelte. 

Grazie ancora a tutti, buona lettura!

 

“Il cielo fu improvvisamente inghiottito da dense nubi grigie e l’oscurità prese ad allungare i propri tentacoli oscuri in ogni dove; le onde del mare carezzavano lo scafo della nave in un abbraccio mortale facendola danzare come impazzita, sottomessa alle terribili raffiche di vento e alla spaventosa tempesta appena esplosa.
I lampi squarciavano il cielo in due perfette e meravigliose metà e la luna, tonda e pallida, spiccava nel buio in maniera spettrale, ammaliando ogni singolo occhio umano che si fosse sollevato per ammirarla.
La Black Victory, famosa nave Pirata sfuggita alle truppe della Marina Militare nonostante i numerosi agguati, in quel momento era in fuga dalla Bloody Siren, nave appartenente al famosissimo cacciatore di taglie Jr. Tayler, figlio di Big Tyler, morto ormai da diversi anni.
Si vocifera che fosse stato assassinato proprio da quei pirati: precisamente dal sanguinario Capitano Spyke Tenaglia, il Pirata più temibile dei sette mari.
Erano anni che Jr. Tyler tentava di catturare quell’uomo spietato, ma, in un modo o nell’altro, fin’ora era sempre riuscito a mettergliela in barba allo stesso modo con il quale ci stava riuscendo quella folle notte.
Il cacciatore di taglie ne aveva seguito le tracce puzzolenti fino a Isco, penisola famosa per il commercio di schiavi neri a prezzi stracciati e, alla fine, era riuscito a scoprire come si stesse dirigendo verso la zona rossa nel Mare Corallino, a caccia di chissà quale stramba diavoleria.”

 

  • Recensione dello staff: Incipit descritto molto bene. È caratterizzato da un’ambientazione misteriosa capace di catturare l’attenzione e, di conseguenza, di accendere la curiosità del lettore. Inoltre, soprattutto grazie alle capacità espositive dello scrittore (vocabolario e lessico vasti – stile aulico) ci siamo sentite come se ci fossimo calate nelle vicende narrate, quasi come se ne fossimo state partecipi. Questa è sicuramente una capacità narrativa non da tutti. A parer nostro, è un ottimo inizio capace di dimostrare sin da subito le qualità dell’autore. Complimenti!

 


 

  • Titolo libro: Didattica del sesso per gufi e zanzare 
  • Autore: Rebecca Quasi 
  • Incipit: 

    “Le nuvole erano così basse che pareva vo​les​se​ro schiac​cia​re l’er​ba an​co​ra ver​de del giar​di​no. A parte la luce quasi invernale, sembrava che stesse per scatenarsi un ac​quaz​zo​ne pri​ma​ve​ri​le. Non c’e​ra neb​bia, nemmeno a valle, e i pendii dolci delle colline erano accarezzati dal vento che ammassa​va le nubi.

    Un incantesimo umano avvolgeva di pace il giardino, la chiesa e le stanze silen​zio​se dell’ hospice. Qualcuno pregava, qualcuno leggeva, qualcuno dormiva… molti aspettavano, più o meno pazientemente, la morte. Ma l’incantesimo teneva, c’era pace tutt’intorno, quiete, come se nulla di catastrofico potesse accadere entro i confini di quel giar​di​no si​len​zio​so.

    Un rumore maldestro si udì nella picco​la cu​ci​na ri​ser​va​ta ai pa​ren​ti degli amma​la​ti. Una taz​za rotta.

    Miriam si voltò di scatto, non s’era nemmeno accorta che fosse entrato qual​cu​no. Vide l’uomo a cui tremavano ancora le mani.
    – L’a​iu​to – dis​se.
    Posò la sua tazza sul davanzale della fi​ne​stra e rac​col​se i coc​ci.”

 

  • Recensione dello staff: Incipit che trasmette una sorta di calma, la stessa che viene effettivamente descritta a parole dall’autrice. Ci ha colpito per questa peculiarità, sicuramente rara, di infondere nel lettore le medesime sensazioni riportate nero su bianco. C’è una sottile differenza tra l’esporre semplicemente un concetto e permettere agli altri di percepirlo: ecco, in questo caso, la scrittrice è stata in grado di superarne il confine attraverso la saggia scelta delle parole che ci hanno accompagnato all’interno della sua narrazione e ambientazione. Complimenti!

 

“Il traffico della città, per quanto frenetico, ai suoi occhi era solo un susseguirsi di macchie sfocate che scorrevano a rallentatore, controcorrente. La sua figura, esile e sfuggente, era paragonabile a un fuscello al vento che, dondolando fra mille altri, finiva per perdersi all’occhio di chi l’osservava. Scivolava veloce per le strade su dei rollerblade malandati, in costante fuga dalla realtà, allineando il moto all’orchestra dei suoi pensieri.
Tutti la conoscevano ma nessuno sapeva chi fosse veramente; viveva di espedienti, non aveva una famiglia e chissà cosa le era capitato per finire vittima di una metropoli che ingoia senza pietà le persone che non ne seguono il ritmo.
Non c’era modo di avvicinarla, troppo difficile da seguire. Lasciava solo una rapida scia rossa al suo passaggio, tant’è che le era stato dato il nome di ‘The Fade’.”

  • Recensione dello staff: Un incipit fresco, scritto bene e che ci ha incuriosite molto. Il personaggio accennato attecchisce nella mente di chi legge, tanto che viene da chiedersi che tipo di storia possa avere. I vocaboli utilizzati per descriverla evocano una personalità ricca di fascino; risulta spiccata e si impreziosisce di quell’ombra di mistero capace di spronare il lettore a proseguire il libro. Insomma, è un incipit che fa decisamente bene il suo lavoro. Complimenti!


“L’aria nella stanza era umida, pesante, sapeva di chiuso e muffa. Gli angoli più lontani erano immersi nella penombra, come coperti da un impalpabile velo nero. Le finestre alte e strette dai vetri resi opachi dalla sporcizia lasciavano entrare lattiginosi raggi di sole.
Margot mosse le dita sul fucile, lo sguardo puntato davanti a sé. C’erano altri tre agenti con lei, tutti in attesa di… qualcosa. Il resto della squadra era andato in avanscoperta nel corridoio che si apriva nella parete di fronte a loro lasciandoli, come da protocollo, a controllare la situazione.
L’unico rumore che sentiva era un gocciolare ritmico e ovattato, nascosto da qualche parte nel buio. C’era un tavolo di metallo rovesciato a un paio di metri da lei; una sedia sbilenca giaceva abbandonata lungo una parete macchiata dall’umidità.
Il cemento scricchiolò sotto la suola degli anfibi di un agente quando questo si mosse appena. Margot lanciò una breve occhiata al ragazzo sulla sua destra, un paio di passi più indietro. Indossava la tenuta nera, come lei, e il giubbotto antiproiettile. Teneva il calcio del fucile appoggiato contro la spalla, il viso accostato al mirino. Aveva le labbra strette in un’espressione concentrata e impaziente al tempo stesso. Una ciocca di capelli castani gli sfiorava la fronte.
L’auricolare le gracchiò nell’orecchio, poi una voce maschile emerse dalle interferenze. – Ritirata! Subito! Stanno arrivando!”

 

  • Recensione dello staff: Un incipit che ci ha affascinate parecchio. Soprattutto nelle prime righe, le descrizioni sono minuziose e permettono una totale immedesimazione con l’ambiente e, di conseguenza, con la protagonista. L’attenzione ai dettagli fa presumere che anche il resto dello scritto sia alla pari di questo inizio; le qualità narrative dimostrate dalla scrittrice ci invogliano a credere che la lettura del romanzo possa essere piacevole e ricca di contenuti. Nonostante non vi siano riferimenti espliciti a un genere probabilmente d’azione, la presenza di alcuni elementi (il fucile, la squadra, il protocollo ecc…) ci fanno pensare che le vicende saranno ricche di avventure. Nel terminare la lettura di queste prime righe, la curiosità è sicuramente più presente che mai. Complimenti!
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