Richard: personaggio del libro di Andrea Bindella

Il personaggio che vi presenterò è frutto della fantasia dello scrittore Andrea Bindella ed è tratto dal libro “Un nuovo nemico”
andrea bindelli
  • Nome e cognome personaggio: Richard
  • Data e luogo di nascita: Circa 1800 in Francia
  • Età: Circa 200 anni
  • Stato civile: vedovo
  • Professione: truffatore informatico
  • Segni particolari: Enorme! Alto quasi due metri e muscolosissimo (più di Conan il barbaro).
  • Razza: vampiro
  • Prestavolto: potrebbe somigliare all’attore Dolph Lundgren (Ivan Drago in Rocky)
  • Carattere: spigoloso, schivo ed orgoglioso. Odia gli inetti ed ama la precisione. Con le donne è impacciato però è un vero gentiluomo ed adora menare le mani.
  • È il personaggio principale? Sì.
  • Raccontaci quello che puoi sulla sua storia: “E’ passato qualche secolo”. Richard iniziò il racconto, cercando di riordinare le idee. “Non ci crederai, ma all’epoca facevo il contadino. Avevo una moglie e un figlio. Possedevamo una casa modesta, ma ci bastava. Eravamo circondati da campi che io coltivavo. Mia moglie si occupava degli animali: capre, galline, conigli e mucche. Un giorno mi recai al mercato per vendere parte del raccolto. Ci servivano dei soldi per comprare un mulo. La vendita andò per le lunghe, si fece tardi e scese la notte. Tornando a casa, lungo la strada, incontrai una vecchia in difficoltà. Mi fermai ad aiutarla, ma era una trappola. Dal bosco uscirono dei briganti, mi accoltellarono e rubarono i soldi che avevo guadagnato. Si presero anche il mio cavallo e mi lasciarono morente sul bordo della strada. Il mio unico pensiero era per mio figlio e mia moglie. Senza di me e quei soldi, sarebbero sicuramente morti di stenti”. Fece un lungo sospiro. “Avevo perso molto sangue, sentivo la vita abbandonarmi. Dal nulla, comparve un uomo. Gli chiesi aiuto e lui si avvicinò. Dopo avermi esaminato, mi disse che ero spacciato, che sarei morto entro pochi minuti. Lo supplicai di aiutarmi, promettendogli qualunque cosa. Non ho mai dimenticato le parole che mi disse: “Sei proprio sicuro di voler fare qualunque cosa?”. Ero talmente disperato che gli dissi di sì. Mi chiese se ero pronto a vivere una vita diversa, se ero pronto a vivere per il sangue. Stavo morendo, non pensai al significato di quelle parole. Volevo vivere ad ogni costo, per i miei cari, soprattutto. Quell’uomo era François, mio padre. Quella notte stessa mi trasformò in un vampiro”. ”E poi cosa è successo?” chiese Greta, incuriosita dalla storia. Richard riprese con un sospiro: ”Devi sapere che François era stato trasformato in vampiro da pochissimo tempo. Dopo la trasformazione ero confuso quanto lui. Non mi disse niente riguardo alla sete, al sole e ai poteri. Non mi disse niente di quello che mi avrebbe aspettato, in questa nuova vita. Mi risvegliai nel bosco, ero solo, avevo i vestiti zuppi del mio sangue, ma la ferita era guarita. Non mi chiesi cosa fosse successo, volevo solo tornare a casa il prima possibile. Arrivai alla fattoria alle prime luci dell’alba. Entrai nel granaio e ricordo di essermi addormentato di colpo, in mezzo al fieno. Mi svegliai al tramonto, affamato. Entrai in casa: mia moglie e mio figlio erano disperati, credevano fossi morto. Non mi avevano visto tornare il giorno prima. Dissi loro di essere stato derubato, ma che stavo bene. Mia moglie preparò la cena e mi misi a tavola. Mangiai quel cibo, ma aveva uno strano sapore. Ricordo che vomitai ogni cosa ingerita. Intanto, la fame cresceva. Non dissi nulla ai miei familiari, avevo paura di spaventarli. I giorni passarono: la mattina dormivo e di notte lavoravo; mia moglie era molto preoccupata. Non mangiavo e mi comportavo in maniera strana. Dopo una settimana dalla trasformazione, successe qualcosa che, ancora oggi, non riesco a perdonarmi. Mi svegliai al tramonto, la sete prese il sopravvento sulla mia volontà. Non ricordo quello che accadde. Ho solo ritrovato i loro corpi”. Fece una lunga pausa. “Sono stato io, capisci? Ho trovato i corpi di mia moglie e mio figlio o almeno, quello che ne restava. Neanche un animale avrebbe potuto fare quelle cose. Ero ricoperto dal loro sangue e la sete era scomparsa. Nei giorni successivi ho cercato di togliermi la vita in vari modi. Il mio corpo si rigenerava sempre. Dopo qualche giorno smisi di provarci e mi rassegnai. Ero diventato un mostro. Per i primi mesi mi cibai del sangue degli animali della fattoria. Non riuscivo ad attaccare gli altri esseri umani. Come saprai, il sangue animale ci indebolisce. Alla fine non riuscivo più a muovermi. François mi trovò, mi portò a casa sua e iniziò la mia vita da vampiro”.
  • Come è nata l’idea su di lui? Mi serviva un personaggio forte che seguisse le bricioline lasciate dal colpevole.
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