Roberta FI Visone e le sue poesie

Intervista alla poetessa Roberta FI Visone

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  • Parlaci di te, poeta: Sono una giovane insegnante di inglese col pallino del tedesco, mi sto avvicinando agli -enta e vengo da Napoli. Dal 2005 scrivo soprattutto poesie, ma anche storie brevi e in cantiere ci sono la pubblicazione di un articolo accademico, quella di un romanzo tradotto dal tedesco per “La bottega dei Traduttori”, infine la revisione del mio primo romanzo, al quale mi dedico d’estate o quando ho almeno 3 giornate libere da impegni durante l’anno scolastico.

  • Come hai iniziato a scrivere poesie? Per puro caso a onor del vero: era il 2005 quando vidi una goccia di pioggia sul finestrino della Circumvesuviana e mi vennero in mente delle semplici parole che racchiudessero qualcosa, proprio come la lacrima. Inoltre, qualche settimana fa ho ritrovato un quaderno della V elementare con 4 poesie scritte da me. Ricordo che la maestra ci chiese di scrivere delle poesie sulla natura e sulle stagioni, e mia mamma mi diede una mano a scriverle. Al quarto anno di liceo, invece, la prof di tedesco a me tanto cara ci assegnò di scrivere qualcosa su San Valentino: le parole per la poesia in tedesco Liebe mi vennero fuori come una bottiglia mezza piena, aperta e rovesciata sul tavolo. Mica facile fare rime in una poesia pensata in lingua straniera? Che importanza do ai miei canti? A parte che li considero versi più o meno apprezzabili e non canti (tranne qualche poesia scritta sulle note di colonne sonore), ma fino al 2014 le mie poesie erano la parte più intima del mio essere, da tenere gelosamente custodita, tant’è vero che all’epoca solo 6-8 persone ebbero il privilegio di leggerle. Oggi che sono più distaccata da quei tempi e quei versi, rappresentano un prendere la rincorsa verso qualcosa di migliore: dopo tanti anni di timidezza, vuoi per uscire dalla solitudine che essa aveva generato (non sempre in positivo), vuoi per il rimorso di non essere riuscita in tempo a farle leggere a mio padre, il fatto di averle pubblicate mi ha dato il coraggio di espormi alle critiche e ai complimenti del pubblico, rischiando pure e soprattutto di dispensare “perle ai porci”. Non mi si fraintenda: non tutte le mie poesie pubblicate sono belle, visto che sono scritte soprattutto di impulso e senza troppo labor limae. Semplicemente mi rendo conto e mi duole vedere quanto questo genere letterario sia bistrattato a favore di mattoni di prosa che spesso si perdono in particolari inutili e che non sono facilmente memorizzabili (per non parlare di libri divenuti film e telefilm: apriremmo una voragine!) Se invece ci ritroviamo di fronte a una poesia scritta bene, essa riesce a racchiudere “fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale”. Inoltre, la gente oggi ha bisogno di velocità e preferisce leggere solo i titoli di un articolo online; le poesie sono spesso brevi, quindi calzano proprio a pennello in questa che Bauman chiamava “società liquida”, perché per leggerle in modo globale non ci vuole molto tempo. La differenza sta nel fatto che occorre più tempo per fare una lettura approfondita, per entrare davvero nel cuore del testo, e tante persone rinunciano alla parte più concreta della poesia perché sono “affaccendate”, per traumi scolastici o semplicemente perché la poesia non è un genere di loro gusto.

  • Parlaci delle tue liriche: Molte poesie già pubblicate sono spontanee e dirette, frutto delle emozioni positive e negative di quel preciso istante, e sono adatte soprattutto a un pubblico adolescenziale. Esse rispecchiano la me del passato, più ingenua, più romanticona e adolescenziale dedita agli amori evanescenti e ad altri voli pindarici, quindi trattano soprattutto d’amore e di aspettative perlopiù infrante. Ovviamente ho trattato anche di amicizia, coraggio, musica, Napoli, istanti di vita, handicap, solitudine, serenità altrove, suicidio e infine del cancro che mi ha portato via mio padre. Al contrario, altri versi editi e soprattutto quelli ancora sconosciuti sono frutto di una forte sperimentazione linguistica, stilistica e contenutistica, oltre a essere quelle che più preferisco perché si avvicinano maggiormente al mio modo di essere e perché trattano argomenti attualissimi come la droga, l’immigrazione, la fiscalità, il “chiasso social”, il mobbing e altro. La raccolta di poesie ha due edizioni: Anti-Zibaldone 2.0 e la più nota intitolata Poesie di periferia.

  • Dove e come hai pubblicato le tue poesie? Reduce da una buona esperienza con Youcanprint a livello di traduzione, verso la fine del 2014 ho deciso di pubblicare con questa piattaforma che mi ha dato soddisfazioni – recensioni, conoscenze virtuali e dal vivo – quanto aspettative infrante, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto pubblicitario: chi decide di auto pubblicarsi deve essere consapevole di dover dedicare molto del proprio tempo alla promozione, soprattutto se si è dei perfetti sconosciuti come me. Alcune mie poesie sono disponibili gratuitamente anche su Wattpad, 20lines, Scriggler, sulla mia pagina FB “Poesie di periferia – pagina autrice” e sul mio sito web http://poesiediperiferia.blogspot.it.

  • Link per reperire i tuoi scritti sulle piattaforme online: 

  1. Youcanprint;

  2. Youcanprint;

  3. Mondadori Store;

  4. Wattpad;

  5. 20lines.

Prezzo: 10 € (cartaceo), 1,99 € (e-book, PDF, Mobi, ePub). Vi sono tanti sconti, soprattutto su Youcanprint alla voce “Offerte speciali e promozioni”.

  • Estratto di una tua poesia: poesie intervista poeta estratto poesia versi

  • Perché le persone dovrebbero decidere di leggere i tuoi versi? Per trovare coraggio e fiducia in se stessi, per capire che non si è soli nel vivere le difficoltà, per leggere poesie anche in lingua straniera (tedesco, inglese, francese, napoletano), per conoscersi meglio, per capire che la poesia non deve essere necessariamente aulica, complicata o destinata ai soli laureati. Esistono anche versi più semplici, diretti, chiari e inequivocabili, come quelli in Poesie di periferia.

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L’intervista a Roberta vi ha ispirato e incuriosito? Correte a leggere le sue poesie!

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