Intervista allo scrittore Marco Maria Capponi

Marco Maria Capponi: Intervista all’autore

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  • Parlaci di te, autore: Mi chiamo Marco Maria Capponi, ho 23 anni e sono marchigiano, precisamente di Macerata. In realtà, da un po’di tempo mi sono trasferito per ragioni di studio nella bellissima Romagna, a Forlì, che ormai è come una seconda casa. Sono uno studente di Relazioni Internazionali col pallino della scrittura. Tante volte mi chiedo se ho fatto la scelta giusta, ma poi mi rendo conto di quanto quello che studio possa essere importante per scrivere ciò che mi piace, e quindi non mi pento. Scrittore in erba, dunque, e giornalista in erba. Appena ho del tempo libero, il che, negli ultimi tempi, è sempre più raro, scrivo qualcosa. Ho fondato anche un blog di politica e attualità, nel frattempo.
  • Qual è il titolo del tuo libro? “Il Volo del Nibbio”
  • A quale genere appartiene? È una distopia fantapolitica. Come ho detto prima, ho messo i miei studi al servizio di questo romanzo.
  • Come è stato pubblicato? Lo ha pubblicato la casa editrice 0111 Edizioni. L’ho conosciuta navigando in Internet, in cerca di qualche canale a cui far leggere il mio lavoro. Ho inviato il manoscritto per sfizio, più che altro per avere una valutazione oggettiva che non fosse quella di amici e parenti. E ho visto che è piaciuto.
  • Link per reperire lo scritto online: Il costo del libro è 15,30€ in formato cartaceo, e 5,99€ in formato eBook. Vi do un paio di link per trovarlo online: Amazon oppure La Banda del book.
  • Parlaci della trama del tuo libro: La storia si svolge in una città divisa in due, guidata da due regimi che, in maniera diametralmente opposta, hanno annullato la libertà degli individui. Da una parte, c’è un’ideologia comunista spinta alle estreme conseguenze, con purghe, terrore ciclico, e l’onnipresente guida di un leader assoluto, il Supremo, che tutti venerano senza mai averlo visto in volto. Dall’altra, un turbocapitalismo imposto, con una divisione in caste sulla base dell’opulenza economica, e due ore quotidiane di consumismo imposte per legge. Oltre ovviamente al lavaggio dei cervelli messo in atto da televisione e social network. Questi mondi sono divisi solo da una sottile area smilitarizzata, dove i due protagonisti, Nilats e Nike, si conoscono e, col tempo, si innamorano. E da qui, si innesca ovviamente la miccia della ribellione. Con tutte le problematiche del caso.
  • Siamo curiosi, come ti è venuta in mente l‘idea sulla trama e sui personaggi? Per la trama, sono partito da un semplice assunto: i governi, al giorno d’oggi, possono usare davvero tantissimi modi per toglierci la libertà. C’è il terrore classico, di tipo orwelliano (non a caso, il nome del protagonista Nilats letto al contrario è proprio Stalin); ma c’è anche un tipo di tirannia più sottile, che ci fa credere che il nostro annullamento sia non solo normale, ma anche desiderabile. Da questa base, ho creato i personaggi. Sono ovviamente protagonisti positivi, ma hanno i loro scheletri nell’armadio, perché la perfezione non esiste, ed è proprio la nostra possibilità di fare errori che ci rende così straordinariamente liberi. Una curiosità: nel romanzo non uso nomi propri, all’infuori di quelli dei protagonisti. Questo perché, come diceva il sociologo Goffmann, il mondo sta diventando un teatro, in cui la nostra individualità viene sovente ricondotta ad una misera, anonima funzione sociale.
  • Parlaci della copertina: La copertina è stata disegnata da Giulia Angeloni, studentessa di Arti Visive a Venezia che ritengo essere una giovane artista davvero promettente. Ha letto il romanzo in due giorni, e ha prodotto questo lavoro. Incredibilmente, è riuscita a cogliere il messaggio che volevo comunicare: cenere, annebbiamento, offuscamento fisico e metaforico. È un’immagine parlante e che, spero, farà parlare di sé e della sua straordinaria autrice.
  • Perché le persone dovrebbero decidere di leggere la tua opera? Per me, “Il Volo del Nibbio” rappresenta un esperimento originale in un genere in cui la letteratura italiana è piuttosto avara, e deve spesso ricorrere ad importazioni dal mercato anglo-americano. La bellezza del romanzo è che può essere letto su diversi piani: c’è la storia d’amore, per gli inguaribili romantici; c’è la denuncia sociale; c’è una lunga allegoria della Resistenza italiana e dei nostri eroici partigiani, perché la nostra storia ci identifica e ci rende quello che siamo; c’è anche un po’di surrealismo, che strizza l’occhio ad un certo filone cinematografico che a mio avviso fa capo a David Lynch. Insomma, chiunque può trovare pane per i suoi denti.

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