Malichar: blog di Andrea Venturo/Andrew Next

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  • Nome blog: Malichar
  • Nome creatore: Andrea Venturo / Andrew Next
  • Presentazione blog: Nel 2012 ho smesso di giocare di ruolo. Avevo cominciato nel 1987 con la mitica “Scatola rossa” di D&D seconda edizione e non ho più smesso fino al matrimonio, poi mia moglie ha preso il posto dei giochi e devo dire che col cambio mi è andata molto bene. Al momento abbiamo due bambini e il terzo (o la terza) è in arrivo. Però… avevo un personaggio, un mago di nome Yor (come quello della trilogia “La spada di ghiaccio” pubblicata su Topolino tanti anni fa) cui ero molto affezionato, ma pure un mago di nome Mario Truestone, Arsen il ladro, Estrella Hernandez de la Coronilla y Azevedo (strega e avvocatessa), Mauler (vampiro col pallino dell’ecologia)… e qualche altra decina di soggetti cui dare una sistemazione perlomeno letteraria. Avrei voluto portarli tutti ognuno nella propria ambientazione, ma si trattava di materiale creato da altri per il quale non avrei potuto far altro che scrivere l’ennesima fan-fiction. Così ho deciso di tenere i nomi, ma di cambiare tutta la realtà attorno a loro, trasportandoli un mondo nuovo di zecca. Prima ho creato Malichar, o meglio: i Principati di Malichar fondati da Bertrand de Malichar, mago e avventuriero. Poi ho cominciato ad allargare il luogo e creato i regni confinanti come la Repubblica di Kirezia, il Granducato di Meroikanev, l’impero di Maor, l’impero Dei-Talant e tanti altri numerosi eccetera, ma non contento ho allargato ancora l’orizzonte e mi sono ritrovato con Tharamys in mano. Un pianetone grande quattro volte la terra (cinque se contiamo che è cavo e dentro c’è altra superficie abitabile) una luna un po’ più grande e vicina, un sistema solare ben nutrito e poi altre stelle, costellazioni differenti, divinità varie… insomma un mondo Fantasy con tutti i crismi. Sul mio blog parlo proprio di questo: dei vari pezzi dell’ambientazione dove tra i personaggi compaiono i miei compagni di gioco, ovvero tutti i personaggi che ho interpretato in venticinque anni di partite con gli amici. Del resto gli amici son partiti: chi gira il mondo, chi è andato in germania, chi s’è ammogliato e chi no, ognuno ha trovato una strada diversa e non c’è più possibilità di fare una bella partita come ai bei tempo. La cosa è diventata sempre più densa e alla fine sono usciti fuori alcuni libri dei quali il primo (Il Torto) l’ho pubblicato a gennaio, il prossimo uscirà a settembre. La crescita del blog ha poi cominciato a prendere anche altri aspetti della mia vita, così ogni tanto compare qualche post autobiografico o dedicato all’attività di scrivere libri.
  • Ti occupi da solo del blog? Assolutamente sì. Anche se ho ricevuto una proposta di collaborazione da parte di uno scrittore esordiente e che, se la cosa si concretizzerà… ma per ora non posso dir nulla. Finora tutti gli articoli sono stati firmati solo da me.
  • Estratto di uno degli articoli:
    Articolo

    “La parte più difficile di una storia non è scriverla: è dargli un titolo. Eh già, chi scrive lo sa. Tant’è vero che alcuni scrittori vengono folgorati da un titolo e ci scrivono una storia attorno. Altri, tipo il sottoscritto, che invece sudano litri e litri di meningi (bleah) per tirare fuori un titolo che poi il primo che passa ti dice “ma sei sicuro?” e ti espone una mole di buone ragioni per cambiare titolo, senza proporre una sola valida alternativa… ma anche solo un’alternativa. Ah, per chi non lo sapesse la “mole” è una quantità precisa: 6,02*10^23… cioè 602000000000000000000000 atomi o molecole. Si tratta della costante di Avogadro, molto comoda quando si devono contare gli atomi, ma pure per ribattere in modo sintetico ai rompiballe che stanno rompendo le balle da troppo tempo. La scelta infelice di un titolo, tuttavia, ha un alleato inaspettato in google. Google è comodissimo perché in pochi secondi ti dice se un titolo è già stato usato e per cosa, o se è simile a qualcosa che esiste. Talvolta un pelino imbarazzante. Così mi sono imbattuto, alla ricerca di un premio letterario dove iscrivere uno dei miei romanzi (a patto di riuscire a correggere tutti gli errori… rotfl), in un titolo: “Quel viaggio nell’ignoto oltre la terza dimensione”. La copertina era nulla di che, una serie di personaggi orecchiopuntuti intenti ad insidiare un albero (non me ne vogliano gli amici di Legolas: dentro mi sento Nano), sullo sfondo di una cascata in CG un po’ sfocata. Però quell’ “oltre la terza dimensione” mi ha catapultato indietro nel tempo, esattamente come (leggendo la quarta di copertina) capita al protagonista del libro che viene trascinato da un ascensore dentro un reame fantastico pieno di elfi, maghi e non so che altro. Dovrei leggere tutto il libro. Il mio viaggio si ferma al 1979, apro gli occhi, mi guardo attorno e… vedo David Hasselhoff. Poi la protoversione dello Spaceball One e infine mi do una manata in fronte e mi ricordo di un film, uscito poco dopo Guerre Stellari, intitolato “Starcrash, scontri stellari oltre la terza dimensione” per la regia di Lewis Coates e invece è Luigi Cozzi. Come distruggere mesi di lavoro con un titolo sbagliato.”

  • Parlaci del logo del tuo blog:  L’immagine in allegato è il “Logo” del blog e rappresenta il cartiglio presente sulle mappe realizzate dai maghi di Malichar, adottato anche dalla Società Geografica Kireziana. Il Simbolo presente al centro indica il settore (Tharamys ha tre poli Nord e tre poli Sud che rendono l’uso di una bussola piuttosto complesso) magnetico, le linee scure sono la scala e le lettere ai vertici dell’esagono le direzioni del polo Nord locale e dei poli “fantasma” che sono la risultante delle interazioni tra gli elementi dell’incasinatissimo campo magnetico planetario.

 

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